Don Elia Bellebono - Fondazione Opera del Sacro Cuore di Gesù

Santuario

la storia

 

Il Centro di Spiritualità in Urbino

"Desidero che tu faccia costruire un santuario dedicato al Mio Cuore Santissimo" (Urbino-1969); "Farai dipingere un quadro del Sacro Cuore , come tu mi vedi, [...], destinato ad essere portato in Urbino perché là Io voglio un Santuario Parrocchia destinato al Mio Amore; sarà la sede del Mio Amore e della Mia Misericordia e farò piovere tante grazie" (Villadossola-1973). Queste alcune delle frasi più significative pronunciate dal Sacro Cuore a don Elia, circa la costruzione del Centro di Spiritualità in Urbino.
Il Centro ha tra i suoi scopi quello di assistere spiritualmente la numerosa gioventù universitaria di Urbino: "Desidero che oltre al Santuario ci sia anche una Casa di Spiritualità, perché ci sono tanti universitari che ne hanno bisogno. Sono come pecore senza pastore".
Secondo le parole dette da Gesù, il Centro di Spiritualità di Urbino deve essere retto dai Padri Gesuiti:
1) perché ad essi è stato affidato il compito di diffondere la devozione al Sacro Cuore;
2) perché sono più idonei ad assumersi il compito dell'apostolato presso gli universitari di Urbino.

Progetto

I riferimenti alla cultura umanistica e rinascimentale, il rispetto per il paesaggio sono stati i parametri che hanno caratterizzato la progettazione tecnica del Centro dovuta all'Architetto Watanabe ed alla partecipazione creativa di Walter Valentini e Vincenzo Tiboni, coordinati dall'Interstudio di Pesaro.
Il Centro di Spiritualità, che si estende su un'area di 22 ettari, comprende una Palazzina dei servizi (per ora l'unica edificata e funzionante), una Casa di Spiritualità, un Santuario dedicato al culto del Sacro Cuore, un capiente parcheggio per pullman e un grande parco.

STORIA

Nella storia biblica di Israele leggiamo un fatto simile a quanto sto per raccontare. Il popolo d'Israele era ritornato in patria dalla schiavitù di Babilonia. Gli Ebrei trovarono la terra abbandonata, incolta e il Tempio distrutto. Si dedicarono allora a rimettere in sesto la terra, a ricostruire le case. Non c'era tempo, né pensiero in loro di ricostruire la casa del Signore. Allora la parola del Signore fu rivolta per mezzo del profeta Aggeo a Zorobabele, governatore della Giudea, e a Giosuè, sommo sacerdote, cioè alle autorità religiose e civili del tempo per i Giudei: ' Così parla il Signore degli eserciti: Questo popolo dice: ' Non è ancora venuto il tempo di ricostruire la casa del Signore! Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina?' (Ag 1,2-4). Il Signore fece loro riflettere sulla causa dell'improduttività della terra, di cui il popolo si lamentava in quel tempo. Era dovuta al castigo di Dio. Il popolo era avaro nei confronti di Dio e la terra diventava avara nei loro confronti. Lavoravano molto o meglio si affannavano molto, ma producevano poco. Il Signore concluse allora la sua parola, promettendo di nuovo una campagna fertile e un lavoro ricco di frutti, se il popolo si fosse dedicato alla ricostruzione del suo tempio. Il popolo ubbidì e con grande zelo si mise ad esaudire i desideri del Signore, avendo sempre accanto il profeta Aggeo che lo esortava, e alla guida della costruzione Zorobabele e Giosuè.
Lungo la storia della Chiesa, nuovo popolo di Dio, questo fatto si è ripetuto tante volte in forme sempre nuove e originali. Fra queste possiamo enumerare anche la costruzione di un nuovo Santuario dedicato al Sacro Cuore di Gesù a Urbino, prossimo a costruirsi.
La storia che sta dietro questo evento è lunga e trova alla sua origine Elia come profeta di Dio. A lui fu comunicato da Gesù la parola e il comando circa la costruzione di un Santuario ad Urbino dedicato al Suo Cuore.

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