Don Elia Bellebono - Fondazione Opera del Sacro Cuore di Gesù

Presidente

il bimbo, il ciabattino e... il Sacro Cuore di Gesù

 

La fondazione del Sacro Cuore
Cav. Albieri Lionello

Molti anni fa un bimbo milanese di dieci anni si trasferì, con la sua famiglia, in un piccolo paese della bassa pianura orientale bergamasca, sulla riva del fiume Oglio.
Cambiare casa, luogo di vita, scuola, compagni ed amichetti non è naturalmente, per un bambino di quell'età, un fatto semplice da capire e facile da affrontare.
Figuriamoci poi se la gente del luogo in cui quel bambino va a vivere è anche, per varie ragioni, piuttosto "fredda" , per non dire ostile, verso i forestieri in generale ed i milanesi, che chiama "bauscia" , in particolare. Quel bimbo milanese, nel suo nuovo paese bergamasco di vita, capì che doveva trovare il modo di farsi degli amici; ma, un po' per la sua timidezza, un po' per la freddezza dei compagni, non riusciva a farsi nuovi amici. Una mattina la mamma gli affido' una commissione: "Vai nella via che fiancheggia la chiesa, troverai una bottega di ciabattini, consegna questo paio di scarpe da aggiustare, chiedi se te le possono fare subito, perchè non ne abbiamo molte,....... come sai; aspetta che abbiano finito, dì loro che passerà la mamma a pagare e torna subito a casa ...." Entrando nella bottega il bimbo trovò solo un giovane calzolaio, alto e slanciato che lo fece accomodare accanto a sÈ mentre riparava le scarpe che gli aveva consegnato. Nella mezz'ora che servì al giovane ciabattino per rammendare le scarpe nacque spontaneo un dialogo, in cui il bimbo, man mano che i minuti passavano, dopo avergli raccontato la sua storia e la sua provenienza, sentì nel suo cuoricino - chissà perchè? - che poteva fidarsi di quel giovanotto e così gli confidò la sua sofferenza e la sua solitudine a causa della difficoltà a diventare amico - ma amico vero - di uno almeno dei nuovi compagni che aveva trovato nella sua nuova scuola. IL giovane ciabattino gli suggerì la strada per farsi tanti amici: "Quando la tua mamma verrà a pagare la riparazione le chiederò se, nei prossimi giorni, puoi venire quì un'oretta a farmi compagnia ..... vedrai che in poco tempo diventerai amico di tutti.... "Così avvenne e, con sua grande meraviglia, il bambino scoprì che, ogni giorno, davanti a quella bottega di ciabattino, passavano frotte di bimbi di ogni età e che tutti, ma proprio tutti, non passavano oltre senza dire "Ciao Elia" e senza fermarsi, almeno un attimo, a fare due chiacchiere con il giovane calzolaio, che a tutti presentava il nuovo arrivato da Milano, lo faceva parlare con loro e poi parlava di Gesu' , raccomandava di pregare, di andare a servir messa e di volersi bene, ma in un modo e con parole così, così ..... chi lo sa? che tutti stavano ad ascoltare; più che in una bottega sembrava di essere in chiesa e quel giovane più che un calzolaio sembrava un ...... curato. In poco tempo quel bimbo divenne amico di tutti, non si sentì più solo e finalmente si sentì, a pieno titolo, "cividatese" ; già, perchè quel paesino sulla riva del fiume Oglio nell'ultimo lembo orientale della terra di Bergamo si chiama Cividate al Piano. L'adolescenza, la gioventù e la maturità di quel bimbo, milanese d'origine, ma ormai cividatese di fatto, lo videro da allora perfettamente integrato nella sua nuova gente, impegnato nelle attività dell'oratorio, poi della squadra di calcio locale e nello sport in generale, dove impiegava tutto il tempo libero che l'azienda artigiana che aveva costruito gli lasciava, fin quando i cividatesi lo elessero Sindaco, riconfermandolo loro "primo cittadino" per venti anni di seguito. E, mentre era sindaco, nel 1977, ebbe il dono di essere lui, insieme al parroco del tempo, Don Cesare Gualandris, ad accogliere all'ingresso del paese, il novello sacerdote Don Elia, il non più giovane, ormai, ciabattino della nostra storia, diventato prete a quasi sessantacinque anni. Quel bambino, che ormai ha settantacinque anni e che oggi vi scrive queste righe, è da poco più di un mese presidente della Fondazione Opera del Sacro Cuore di Gesù voluta da Don Elia per la costruzione del Santuario-Parrocchia in Urbino, che voi ben conoscete ed a cui tanto tenete. La volontà del Sacro Cuore e di Don Elia, di affidare a un suo compaesano la guida della Fondazione e di proseguire l'opera sin quì svolta con dedizione dall'amico Prof. Grianti, si è manifestata attraverso la volontà espressa dai Padri Gesuiti e ratificata all' unanimità dal neoeletto Consiglio direttivo lo scorso 16 novembre 2002. Sono grato al Signore ed al caro Don Elia per il dono di spendere la parte che resta della mia esperienza terrena a favore di questa opera grande, anche misteriosa per gli accadimenti che l'anno segnata e la segnano, esempio tangibile e concreto dell'Amore e della Misericordia del Cuore di Gesù per i suoi figli, in particolare quelli più giovani.

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